di Graziano D'Urso
L’inizio del mio percorso artistico non fu programmato, né tantomeno lineare. Ebbi la fortuna di avere accanto figure che, inconsapevolmente, ne tracciarono i contorni ancor prima che io ne prendessi coscienza. Una di queste fu la Professoressa Graziella Rimini, mia vicina di casa, donna colta, appassionata di opera lirica e di musica classica. Ricordo con affetto la sua influenza discreta ma profonda, che contribuì non poco alla mia formazione culturale. Morì poco prima che io intraprendessi questa strada, senza sapere che l’avrei percorsa davvero. Quel giorno, dirigendo un concerto, le dedicai la musica, e ancora oggi mi piace pensare che, da qualche parte, lei abbia continuato a seguirmi.
Il mio debutto come baritono solista avvenne quasi per caso, sul finire del 2014. Cominciai a esibirmi in contesti semplici, spesso legati a realtà scolastiche, religiose o associative, interpretando arie da camera e prime incursioni nel repertorio operistico. Ricordo con particolare emozione un concerto del 2016 in cui cantai “Eri tu che macchiavi quell’anima” e “Cortigiani, vil razza dannata”. Fu la prima volta in cui venni pagato per cantare da solista, ma fu anche il momento in cui, grazie alla pubblicazione online di alcuni video, mi notò una cantante conosciuta mesi prima. Fu lei a spingermi verso il mondo delle agenzie e delle audizioni, un mondo a me allora completamente sconosciuto.
Inizialmente non avevo nulla da offrire: né un repertorio solido, né un curriculum adatto, né materiali professionali. Solo quei due video e tanta incosciente determinazione. Nonostante tutto, l’agenzia che contattai su indicazione della collega rispose e mi offrì la possibilità di fare un’audizione. La mia prima grande occasione arrivò con il ruolo di Renato in Un ballo in maschera. Non ero pronto, ma accettai. Partii per Milano, feci l’audizione con entusiasmo e tornai pieno di attese. Dopo un mese di silenzio arrivò la conferma: ero stato scelto. Quel giorno coincideva con il mio debutto in un’opera barocca in ambito accademico, ma la notizia mi apriva finalmente le porte del teatro professionale.
Da lì in poi, tutto si accelerò. Presi parte a diverse produzioni, tra cui Carmen al Castello Maniace di Siracusa, e altri ruoli in ambito concertistico e scenico. Cominciai a costruirmi una visibilità, un piccolo spazio nel panorama lirico. Mi esibii in teatri, festival, rassegne, e lentamente iniziai a sentirmi parte di quel mondo che fino a poco prima mi sembrava inaccessibile.
Tuttavia, accanto alle soddisfazioni iniziarono ad arrivare anche le prime vere delusioni. Partecipai a concorsi, audizioni, prove di selezione. Alcune furono esperienze preziose, altre soltanto fatiche inutili. Mi fermai in semifinale all’Accademia Verdiana di Parma, fui scartato alla prima fase del Concorso As.Li.Co. di Como, e in altre occasioni ancora. I rifiuti si sommarono ai costi economici sostenuti per viaggi e audizioni all’estero, senza alcun ritorno. Mi ritrovai stanco, confuso, con la sensazione di aver inseguito un’illusione. La fase euforica dell’inizio aveva lasciato spazio alla realtà più cruda del mestiere.
Guardandomi indietro, oggi, riconosco quanto sia stato prezioso vivere anche quei momenti di sconforto. Mi hanno insegnato che una carriera non si costruisce solo sul talento o sulla fortuna, ma anche sulla capacità di resistere, di rimanere in piedi quando le porte si chiudono, quando le aspettative vengono deluse, quando il silenzio pesa più di una bocciatura. È in quei momenti che ho capito di voler davvero fare questo mestiere, non per l’applauso o la gratificazione immediata, ma perché non saprei fare altro con la stessa verità. Il canto non è una strada semplice, ma è una strada che insegna a conoscersi. E ogni inciampo, ogni dubbio, ogni “no” ricevuto, è stato parte necessaria della mia formazione, forse anche più delle vittorie.
Questo articolo è tratto da "Memorie di un cantante. Approccio all'opera lirica". Se vuoi conoscere altri aneddoti e trarre altri insegnamenti da questo percorso musicale e professionale scopri il libro sui principali store online e sul sito dell'editore Lulu Inc.
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